Philips 276E6ADSS

Avete presente la riproduzione cromatica di alcuni televisori mostrati nei centro commerciali che hanno in genere colori molto saturi? Se l’impostazione è però particolarmente estrema, l’effetto “wow” che dovrebbe avere il cliente di turno rischia di tramutarsi in una smorfia a causa di colori troppo sparati e lontani dall’essere godibili. Qui entra in gioco la preferenza soggettiva dell’utente, oltre alle necessità professionali. Il monitor che andremo a recensire quest’oggi, il Philips 276E6ADSS, offre colori più saturi in quanto utilizza come sistema di retroilluminazione la tecnologia Quantum Dot (Color IQ di QD Vision) al posto del più comune sistema W-LED e questo porta ad aumentare lo spettro di luce dei colori primari, riuscendo così ad offrire la copertura Adobe RGB.

Colour banding

Come primo test abbiamo verificato la presenza del classico fenomeno del colour banding, ovvero delle bande di colore sulle sfumature, con diverse tonalità. Piuttosto buono risulta il comportamento del monitor in questo test, anche se si tratta di un 6-bit + FRC.

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Uniformità

Suddividendo lo schermo in nove rettangoli, abbiamo misurato con il colorimetro l’uniformità della luminosità e dei colori. La differenza massima registrata è risultata pari al 15%, con una media del 6,9%, per quanto riguarda la luminosità, mentre per il colore, il Delta-E maggiore è stato di 6,6, con una media del 3,4. Per il colore si tratta del peggior risultato ottenuto in confronto ai monitor finora testati.

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Abbiamo inoltre catturato due immagini con una schermata nera al buio con diverso tempo di esposizione della fotocamera. L’immagine di sinistra riporta la situazione più simile riscontrabile a occhio nudo, mentre quella di destra ha una sensibilità maggiore alla luminosità. Si ricorda che questo test è fortemente dipendente dal singolo esemplare.

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Il monitor testato non è immune a problemi di bleeding, specialmente negli angoli di sinistra, ma l'effetto è apprezzabile solo in condizioni particolari, come riproduzioni molto scure e durante la visione di film.

Angoli di visione

In questo test andiamo a valutare la deviazione colorimetrica all’aumentare dell’angolo di visione per i quattro lati. In questo test prevalgono in genere i display a matrice IPS / PLS / AHVA; seguono i VA e infine i TN.

La tipologia del pannello è di tipo IPS e gli angoli di visione sono buoni. Non manca però anche il classico bagliore all'aumentare dell'angolo su schermate scure (glow).

Reattività

Per testarne la reattività abbiamo utilizzato il tool presente su TestUfo.com. Per i vari setting dell’overdrive disponibili nel Philips 276E6ADSS, Disattivato, Veloce, Più veloce e Il più veloce, sono state catturare dieci foto con la fotocamera impostata con ISO 3200 e tempo di esposizione di 1/350 sec, e ne abbiamo riportato il risultato medio.

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Facendo ben attenzione è possibile notare un leggero reverse ghost già dal setting “Più veloce”, per essere poi un poco più evidente scegliendo il profilo estremo. Il valore “Veloce” sembra quello che si comporta meglio, ma la definizione dell’oggetto in movimento è comunque scarsa. Le prestazioni non sono dunque una prerogativa per questo Philips, ma può essere utilizzato senza troppe remore in game non frenetici.

✓ Pro

  • copertura gamut Adobe RGB alla portata di tutti
  • fedeltà cromatica

✗ Contro

  • non è flicker-free
  • dotazione ed ergonomia (un cavo VGA, no USB, solo inclinazione, menù OSD scomodo)
  • opzione sRGB inutile
  • uniformità nel colore

Verdetto Finale

<table style="width:100%;border-collapse:collapse;margin:1em 0;"><tr><td style="padding:8px 12px;border-bottom:1px solid #ddd;">Prestazioni</td><td style="padding:8px 12px;border-bottom:1px solid #ddd;"></td><td style="padding:8px 12px;border-bottom:1px solid #ddd;">Non è un monitor molto reattivo e l’effetto ghost è facilmente visibile in ogni test. Nell’uso gaming è meno evidente, ma è consigliabile rimanere su titoli con stili non frenetici.</td></tr><tr><td style="padding:8px 12px;border- [...]

🥈 Silver Award