Razer DeathAdder V3 - Recensione

Razer è quel tipo di brand che di certo non ha bisogno di presentazioni per quanto riguarda lo stare al passo con l’evoluzione tecnologica delle periferiche da gaming. Infatti è già da qualche mese che ha commercializzato due nuovi modelli DeathAdder. Parliamo del DeathAdder V3 e del DeathAdder V3 P

BrandRazer
ModelloDeathAdder V3
90su 100

Il Razer DeathAdder V3 una volta estratto dalla confezione mostra subito il nuovo design e dimensioni. Rispetto i precedenti modelli di DeathAdder il nuovo V3 risulta essere leggermente più schiacciato verso il basso, il che lo porta ad essere leggermente più lungo e stretto. Rimane sempre un mouse ergonomico per destrorsi con presa di tipo Palm Grip ma che si riesce ad adattare facilmente anche ad altri tipi di impugnatura.

Parlando invece di numeri il DeathAdder V3 fa segnare 128 x 68 x 44 mm. Il peso passa dai canonici 90 g ai circa 59 g. E’ facile notare anche la nuova finitura opaca che ricopre tutta la parte superiore.Texture che si aiuterà il grip sul mouse ma di contro tenderà a catturare facilmente sudore e impronte.

Il DeathAdder V3 non presenta alcun tipo di retroilluminazione di tipo RGB e infatti il logo dei tre serpenti risulta stampato e leggermente in rilievo.

Nel DeathAdder V3 osserviamo anche la nuova forma dei tasti principali che risultano più lineari e meno ‘’curvati’’ come i precedenti. Vale sempre il solito posizionamento e design separato in modo da avere click uniformi e che non inficiano la pressione dell’uno o dell’altro. Al di sotto di tali tasti Razer continua ad utilizzare switch ottici ma in questo caso sono di terza generazione e sono dichiarati per 90 milioni di click. Tra i due tasti principali troviamo l’immancabile rotellina di tipo cliccabile con un buono scroll e rivestimento in gomma texturizzata.

Posizionando il mouse lateralmente osserviamo meglio la forma e la posizione dei tasti laterali. Questi risultano leggermente più piccoli e spostati in basso rispetto quelli degli altri DeathAdder che seguivano la curva superiore del mouse. I tasti laterali offrono sempre un buon feedback e nessun evidente problema.

Spostandoci nel lato destro del mouse non abbiamo, come si presupponeva, alcun tasto laterale.

Posizionando il mouse frontalmente osserviamo meglio la forma ergonomica.

Capovolgendo il mouse troviamo i consueti piedini in PTFE (purtroppo nessun set di ricambio in bundle), il tasto DPI (per cambiare profilo DPI non trovando alcun tasto nel lato superiore) e ovviamente il sensore ottico Razer Focus Pro da 30.000 DPI dotato di tecnologia MotionSync. Quindi il recente PAW3395 customizzato da Razer.

Il cavo che caratterizza il Razer DeathAdder V3 è di tipo Speedflex ma risulta leggermente rigido rispetto altri modelli anche non DeathAdder.

Il connettore USB non è placcato oro ma possiamo trovare l’inserto verde acido a tema Razer e la serigrafia sulla cover in plastica.

Passiamo ora a vedere il consueto e ormai conosciuto software di gestione Razer Synapse 3.

✓ Pro

  • Sensore Focus Pro da 30K
  • Polling Rate 8000 Hz
  • Switch Ottici terza generazione
  • Peso
  • Qualità generale

✗ Contro

  • Superficie attira impronte

Verdetto Finale

I mouse da gaming wireless dopo essere stati per anni ‘’bistrattati’’ sotto l’aspetto prestazionale e di affidabilità hanno ad oggi raggiunto livelli davvero alti (merito di salti da gigante nelle tecnologie impiegate). Tant’è che il trend si è invertito. Ciò non ha comunque fatto desistere brand del calibro di Razer dal commercializzare mouse da gaming dotati del vecchio e caro filo. Infatti come riportato nell’introduzione, Razer ha immesso sul mercato due nuovi modelli di DeathAdder che pr [...]

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