Dynasty Warriors: Origins, La Recensione

Il reboot della saga Musou per eccellenza di Omega Force è pronta per fare il salto di qualità Origins si conferma un gioco solido, competente e ricco di novità

80su 100

In pochi ci credevano quando è stato annunciato, eppure l’ultima fatica di Omega Force rappresenta davvero una ripartenza in grande stile per la saga Musou più longeva di tutti i tempi. Dynasty Warriors: Origins rappresenta non solo un ritorno alle origini, ma bensì una rinascita, che con la scusa della ripartenza del franchise rimescola gli ingredienti del suo successo, con una struttura ludica, tecnica e narrativa all’avanguardia, scrollandosi da dosso la ripetitività e l’aura da titolo mediocre e di nicchia.

Un’epica rivisitata: trama e narrazione che colpiscono il cuore

Questa volta la storia ruota attorno a Ziluan, un mercenario tormentato dalla perdita di memoria, che si ritrova a combattere tra intrighi politici e battaglie epiche durante la Ribellione dei Turbanti Gialli. A livello di storia e narrazione, ci si sente più coinvolti che mai, grazie alla caratterizzazione di un unico personaggio, Ziluan, (nonostante sia impostato come il classico personaggio “muto” tipico dei JRPG). La scelta di concentrarsi su un solo protagonista, anziché sul solito roster sconfinato, ha permesso di bilanciare ed approfondire la narrativa, le sue relazioni con gli altri personaggi e la sua crescita nel corso degli eventi. La trama del gioco porta avanti la sua storia, oltre che con le nuove e bellissime cut-scene, tramite un sistema di dialoghi ramificati, che influenza le alleanze e gli sviluppi futuri. Questo aggiunge una dimensione interattiva alla trama, un elemento che raramente si è visto nei titoli precedenti della serie. Le missioni principali offrono battaglie di grande scala, mentre quelle secondarie ampliano la lore, introducendo sfide e dialoghi opzionali che arricchiscono l’esperienza complessiva. È evidente che il design narrativo abbia puntato a bilanciare azione e storytelling, e il risultato è decisamente riuscito, anche se potrebbe non piacere a chi preferisce la varietà del cast dei precedenti capitoli, ma ve lo assicuriamo, sacrificare il gran numero di personaggi utilizzabili in favore di una cura e di una solidità di tale livello, non vi farà rimpiangere il vecchio corso.

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Verdetto Finale

Non posso negare che Dynasty Warriors: Origins mi abbia colpito. Tecnicamente, è uno dei capitoli più raffinati della serie, e narrativamente ha introdotto una profondità che non mi aspettavo. Certo, ci sono alcuni difetti: la ripetitività tipica della serie è ancora presente, specialmente nelle fasi avanzate, dove le missioni secondarie non sempre riescono a mantenere alto l’interesse. Anche l’intelligenza artificiale delle unità di base è piuttosto rudimentale: i nemici spesso si muovono in [...]

80/100
🥇 Gold Award